Ma, visto che non ho il ferro da stiro, uso Marie Claire.
Sorry, sono stata una decina di giorni latitante, ma sono tornata, e con un nuovo layout, grazie allo staff super di style.it che ha deciso di cambiare un po’ di cosette.
Per il resto, sono sempre io, EMMA TRAVET , la precaria sì ma con stile, che conoscete dal 2007, prima ancora che il romanzo “Voglio scrivere per Vanity Fair” (di cui sono la protagonista), venisse pubblicato.
Sunto delle puntate precedenti, del mese di settembre appena trascorso, decisamente impegnativo (ma denso di soddisfazioni):
- il 6 sono stata a VOLTA MANTOVANA, a presentare il libro (thanx to Elsa Riccadonna ed alla sua formidabile organizzazione ed efficienza)
- il 9 ho intervistato Mario CALABRESI, il direttore de La Stampa, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico del Liceo Valdese di Torre Pellice (To). Thanx to preside Canale. Presto il pezzo su Oggi7 (settimanale di Americaoggi)
- il 15 ero da SPAZIO (Fondazione Sandretto Re Rebaudengo_TORINO), in veste di giornalista, a moderare il dibattito (organizzato da CNA, giovani imprenditori di Torino) sui wwWorkers (i nuovi lavoratori della rete), partendo dal libro omonimo di Giampaolo COLLETTI. Thanx Erica Lazzarini
- il 22 e 23 ho seguito la MILANO FASHION WEEK per Yahoo!Lifestyle. QUI trovate il mio reportage
- il 27 mi ha vista a CAVOUR (TO), ospite dalla biblioteca, a presentare il romanzo (thanx to Ilario Verra). E c’è stata pure la carrambata: mi è venuta ad ascoltare (porgendomi anche qualche domanda), la mia prof di latino, del liceo…che roba.
- poi c’è stato l’UPDATE del mio sito by il super professional MARCO RICCARDI.
CONSIGLIO: se non mi trovaste per qualche giorno su qs blog, andate a leggere i miei aggiornamenti su friendfeed.com/emmatvanity.
